Cacciata dalla porta, la fantasia rientra dalla finestra
Per la serie: cose che sono state cacciate dalla porta e rientrano dalla finestra, ecco a voi il proliferare della letteratura fantasy. Diceva Gilbert Keith Chesterton che «tutti amano le novelle meravigliose perché esse toccano la corda di un antico istinto del meraviglioso», istinto sempre riconosciuto fin da quando la Terra ha cominciato a gettare ponti verso il Cielo. Quando l’uomo moderno ha fatto crollare quel ponte verso l’eterno e ai “per sempre” si sono sostituiti i “per il momento” anche le fiabe e la fantasia sono state cacciate dalla porta, in favore di una letteratura definita più realista. Ma la fantasia fa parte della natura dell’uomo e rientra in casa. Può essere buona e con Tolkien si fonda «su un riconoscimento dei fatti» o, come tutte le realtà umane, «può essere deforme, se ne può fare cattivo uso». Cosa del “fantasy” si può far entrare dalla porta è scelta ardua. Il cardinale Giacomo Biffi nel suo commento su Pinocchio dice «una fiaba, se è buona, bella e “vera”, è sempre più che una fiaba». Ricrea e rimane per sempre.
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