Cagliari, l’Unione schiera il primo invalido politico
Sarà la vocazione tipica delle regioni autonome o quella isolana – e un po’ isolazionista – che contraddistingue la Sardegna, ma Cagliari fa notizia soprattutto per il rinvio della data delle elezioni amministrative all’11 e 12 giugno (con eventuale ballottaggio il 25 e 26, in concomitanza con il referendum sulla riforma costituzionale), resosi necessario dopo la riammissione da parte del Consiglio di Stato della lista Colori della Terra-Codacons che era stata inizialmente esclusa.
Tutto rimandato, quindi, per la sfida tra il sindaco di centrodestra uscente Emilio Floris (FI) e lo sfidante ed ex presidente della Regione, Gianmario Selis (Unione). Uno spostamento che non piace affatto al primo cittadino, secondo il quale «l’iniziativa dei Colori della Terra non convince, e nemmeno la decisione di Soru di rinviare a prescindere dal ritiro del ricorso». Come dire: c’è qualcosa di molto pretestuoso in questa fuga in avanti. A destra si teme, indubbiamente, il secondo sgambetto da parte di una lista minore. Come alle politiche, dove i 300 mila voti transfughi del Partito Pensionati sono stati fatali per la sconfitta al Senato, così anche alle amministrative cagliaritane i piccoli numeri possono scavare doline carsiche decisamente pericolose per il cammino politico dei candidati. Il buon Selis, poi, ne sa qualcosa dei danni che la politica può provocare all’equilibrio di un uomo: è infatti lui il destinatario di una delibera firmata dal segretario e dal presidente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Lorenzo Pirina e Luigi Biggio, con la quale si riconosce all’ex governatore regionale un assegno vitalizio di privilegio poiché «sia la menomazione dell’apparato cardiocircolatorio sia la menomazione del tono dell’umore da lui subite sono dipendenti da cause inerenti alla sua partecipazione all’attività istituzionale del Consiglio regionale».
In Comune ci si stressa meno, quindi? Oppure la certezza di un equo risarcimento ha spinto il candidato dell’Unione a mettere a repentaglio coronarie e umore per il bene di Cagliari? Ma lui, “il primo cittadino scelto dai cittadini” (è questo il suo slogan), prosegue imperterrito denunciando gli scempi della giunta Floris, ponendo l’accento sulla “distruzione” dell’Anfiteatro. Buon per lui. Ai cittadini cagliaritani sembra invece interessare di più il fatto che in cinque anni di giunta Floris siano stati attivati investimenti per oltre 450 milioni di euro, trasformando Cagliari nella prima città d’Italia per il rapporto investimenti/residenti.
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