
Cantera, orgoglio catalano, sponsor e tifosi: i segreti del Barcellona
Mancano pochi giorni alla finale di Champions League del 28 maggio. Molti siti sportivi, ma anche quotidiani, iniziano a parlarne intervistando vecchie glorie, analizzando gli schemi di gioco e le qualità dei singoli giocatori. L’Economist l’ha fatto in modo diverso e sicuramente più originale. Nel numero 21 del 21-27 maggio dedica una pagina al modello Barcellona, anzi alla lezione di business del team blaugrana, svelando tutti i segreti del management catalano.
Innanzitutto, analizzando gli introiti stagionali: il Barça è secondo solo al Real Madrid, 398 milioni di euro per i blaugrana contro i 439 milioni dei blancos. Delle vere e proprie macchine da soldi. C’è però una sostanziale differenza tra le due squadre, anzi tra il Barcellona e tutte le altre formazioni: i catalani sono l’unica squadra che fino a quest’anno hanno giocato senza sponsor ufficiale sulla maglietta. Nella storia del Barça non c’è mai stato nessun marchio sul petto dei giocatori, anzi uno solo: Unicef, che a differenza di tutti gli altri sponsor non paga per stare sulle magliette dei campioni di Spagna, ma anzi riceve 1,5 milioni di euro all’anno dal club di Sandro Rosell.
Le nuove regole del calcio e il fair play finanziario hanno costretto la dirigenza a cambiare rotta. Dall’anno prossimo sulle casacche ufficiali ci sarà, per la prima volta nella storia del club, il marchio di uno sponsor, la Qatar Foundation. L’associazione fondata nel 2005 dallo sceicco Hamad Bin Khalifa Al Thani ha lo scopo di favorire lo sviluppo dell’educazione e della ricerca nel piccolo Stato del Golfo Persico. Mozah bint Nasser al-Missned, moglie dell’emiro, ne è la presidentessa. Il Barça cosa ci guadagna? Tanto, tantissimo. È il club dalla sponsorizzazione più ricca, il contratto con la fondazione supera quello del Bayern di Monaco con l’azienda telefonica Deutsche Telekom, quello del Manchester United con Aon e quello del Real Madrid con Bwin. Le cifre fanno paura: 30 milioni di euro l’anno fino al 2016 più 15 per il 2011 e altri bonus in base ai risultati: quasi 170 milioni di euro.
Per analizzare il modello Barcellona non si può non parlare della Cantera. E l’Economist lo fa anche in questo caso in modo più approfondito. Si sa, la scuola calcio del club catalano negli ultimi trent’anni ha sfornato talenti prodigiosi: Messi, Iniesta, Pedro, Xavi, Busquets, Valdes e capitan Puyol per citarne alcuni di quelli presenti nella formazione attuale. Ma guardando al passato bisogna ricordare l’attuale allenatore Pep Guardiola, Ivan de la Pena, Gabri, Navarro e davvero tanti altri. Fare crescere i ragazzi e portarli fino alla prima squadra vuol dire risparmiare centinaia di milioni di euro, una politica opposta a quella di tanti top club al mondo, primo fra tutti il Real Madrid.
Un’altra cosa va notata: quasi tutti i calciatori appena citati sono spagnoli e la maggioranza di questi catalani. Ecco allora una curiosità della Masia di Barcellona: non si insegna solo a giocare a calcio ma anche lo spirito di sacrificio, la perseveranza e soprattutto l’orgoglio catalano, un orgoglio che permise alla regione di sopravvivere all’oppressione del regime fascista di Franco. In un momento dove si parla solo di globalizzazione il Barcellona si è accorto che per creare un brand vincente nel lungo periodo bisogna partire dal valorizzare il prodotto di casa propria. Detto e fatto.
Altra chicca dell’Economist è data dalla descrizione di come il club blaugrana ha saputo reagire ai momenti di crisi economica e di vittorie degli anni passati. Innanzitutto i tifosi fanno parte della società, sono azionisti del club. Dare responsabilità a tutti, offrire a migliaia di tifosi la possibilità di entrare nel merito delle decisioni più importanti di una società – come la scelta del presidente – ha portato a un ritorno di fiamma. Ecco come il Barcellona è una delle squadre più forti al mondo a livello di gioco e di individualità, ma è anche e soprattutto il modello di management migliore nel panorama calcistico e sportivo in generale.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!