CARCERATO VS SALVAPREVITI (MA NON CONTRO PREVITI)
Caro direttore, è tempo d’estate. Sono i giorni delle “Cassandre”, le peggiori. al peggio non c’è mai fine, te lo dice uno che se ne intende. Veniamo bombardati dai media con allarmismi catastrofici: ci raccontano di italiani ridotti alla fame privi del latte per i figli. Ci propinano subdolamente pagine intere di intercettazioni telefoniche. Ci mostrano i giudici della giustizia sportiva che si scambiano bigliettini di denigrazione contro il Presidente del Genoa durante lo svolgimento dell’udienza disciplinare che lo deve giudicare. E vorrebbero farci credere che tutto ciò accade perchè siamo governati da Silvio Berlusconi.
Intanto Prodi dà per certa la sconfitta dell’attuale compagine di governo e tanto per non sbagliare, ci annuncia che gli italiani dovranno versare “lacrime e sangue” per rimediare ai guasti prodotti dagli attuali governanti. Si parlava di Cassandre! Dalla padella alla brace. Speriamo che vinca un candidato di umore migliore.
Dal mio punto di vista, il centro-destra difficilmente vincerà le prossime elezioni. Sono stati troppo occupati a curare ognuno il proprio orticello. Ad esempio, una cosa che mi riguarda da vicino, è la cosiddetta legge “Salvapreviti” (l’ex Cirielli); per intenderci, quella legge che vuole modificare l’arco costituzionale in materia di giustizia, optando per il sistema all’americana. Cosa significa sistema all’americana? Gli americani all’epoca di Clinton fecero una legge molto dura per fronteggiare una pericolosa escalation di delitti compiuti per lo più da bande di giovanissimi criminali. Quella legge ha introdotto una modifica nella normativa della recidiva, arrivando quindi a prevedere l’ergastolo per chiunque avesse commesso almeno tre reati, anche di piccola entità. Il risultato fu che si ritrovarono condannati all’ergastolo anche parecchi ragazzi minorenni accusati di furtarelli di lieve entità, alcuni per furto di pizze. Sembra un paradosso ma è la verità!
La legge “ex Cirielli” propone, invece, che per i recidivi, sia introdotta una penalizzazione piuttosto pesante che prevede, solo per loro, un aumento di pena da un terzo alla metà rispetto alla norma vigente. Inoltre fa in modo che i recidivi siano pressoché esclusi da benefici dell’ordinamento penitenziario e, “dulcis in fundo”, i termini dalla prescrizione del processo, cioè i tempi di durata massima che può avere un reato penale prima che si trasformi in proscrizione, per i recidivi aumentano della metà. Al contrario, per chi è incensurato, i tempi della prescrizione verrebbero ridotti della metà. Con questa legge si vorrebbe introdurre pertanto un principio che è palesemente incostituzionale, poiché per i recidivi non sarebbero più necessarie la prove per giudicarli colpevoli. Non si capisce infatti perché se uno è recidivo non deve essere garantito nel processo. Cosa significa che a un incensurato viene riconosciuto il diritto di non essere perseguito dalla ingiustizia, mentre contro un recidivo si possono commettere tutti gli abusi possibili? Il diritto a una giustizia giusta senza pregiudizi deve valere per tutti, non solo per alcuni! Senza voler muovere alcun pregiudizio all’onorevole Previti, professionista e persona rispettabilissima, credo che sia lecito pensare, a questo punto, che il ritornello per la vergogna con cui si addita la “ex Cirielli” abbia un qualche fondamento.
Spero davvero che questa legge così com’è non sia promulgata dal Parlamento, non certo perché potrebbe favorire qualcuno, ma sopratutto perché sarebbe il frutto di una insana contrattazione con quell’area giustizialista sempre più numerosa nelle coalizioni di entrambi gli schieramenti alla ricerca di voti a basso prezzo in un’Italia sempre più confusa da tutto quel chiacchiericcio che riesce soltanto a produrre divisioni e distruzioni.
dal carcece di Opera, Bruno Turci
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