Carcere, il nord meglio del sud

Di Barchiesi Andrea
23 Ottobre 2003
Le misure alternative alla carcerazione funzionano

Le misure alternative alla carcerazione funzionano. O per lo meno quelle relative all’affidamento esterno di detenuti a fine pena o con reati che prevedono pene inferiori ai tre anni. Lo dimostrano i numeri diramati dal bollettino del Ministero della Giustizia in collaborazione con Isi (promotrice di iniziative per il reinserimento dei detenuti). Le persone che nel primo semestre del 2003 hanno ottenuto l’affidamento in prova sono 8485. Le revoche per i reati commessi durante tale periodo di affidamento ammontano solo allo 0,11% del totale. E sono soltanto lo 2,65% (593) le persone a cui la misura è stata revocata perché non si sono attenute alle prescrizioni previste dalla legge. Interessante il dato secondo cui sono i tribunali del nord che ricorrono di più all’istituto dell’affidamento (9345 sentenze a favore, contro le 7548 del sud e le 5459 del centro). L’avvocato Alberto Simeone (ex deputato di An, padre dell’omonima legge del ’98) spiega a Tempi: «L’istituto funziona e lo dimostra lo scarso numero di reati commessi da coloro che ne usufruiscono». E il giudice di sorveglianza del tribunale di Ancona, Flaminio Monteleone, conferma: «L’affidamento in prova è una buona norma».

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