CARI COMPAGNI, CON KHOMEINI CI STAVATE VOI
Col senso della misura che le è abituale, venerdì scorso Liberazione, organo del partito della Rifondazione comunista, ha proposto una copertina-fotomontaggio con le immagini di Benedetto XVI e dell’ayatollah Khomeini e il titolo “coppia di fatto”. Secondo questi comunisti l’ispiratore della rivoluzione islamica iraniana, che ha torturato e ucciso nelle carceri migliaia di persone, mandato bambini di 10-15 anni a farsi saltare sui campi minati durante la guerra con l’Irak, privato delle minime libertà personali milioni di donne, organizzato operazioni terroristiche in mezzo mondo e la repressione violenta del dissenso in patria, si accoppia perfettamente col successore di Pietro, il capo della Chiesa cattolica. Ai microcefali che si illudono di aver aumentato la propria statura con l’irriverente provocazione, e a tutti quelli che faticano un po’ con la memoria storica, va ricordato che il successo della rivoluzione khomeinista nel 1978 dovette molto all’azione del Tudeh, il partito comunista iraniano filo-sovietico da sempre ostile al governo dello scià. E che le peggiori nefandezze del khomeinismo si sono compiute negli anni in cui il Tudeh, su ordine di Mosca, appoggiava la rivoluzione di Tehran in funzione anti-americana. Dopo aver fatto arrestare e fucilare o uccidere all’estero tutti gli ex alleati non islamisti della rivoluzione, Khomeini colpì per ultimi i comunisti, facendoli arrestare e condannare a morte nel 1983. La copertina di Liberazione è un classico di propaganda comunista: criminalizzazione dell’avversario ideologico con false suggestioni, occultamento e ribaltamento dei propri errori storici.
N.B.: non tutti i comunisti sono protervi come quelli di Liberazione. Si veda l’intervista a Pietro Ingrao su La Stampa di lunedì scorso.
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