Cari lettori…
Abbiamo ricevuto una letterina dall’Emilia, ne abbiamo verificato l’autenticità e accettato (per ora, a tutela dei i minorenni coinvolti) di tenere riservati i nomi delle persone e dei luoghi di questo caso istruttivo. Promettiamo di tornare sulla vicenda con maggiori dettagli – se la famiglia dell’alunna coinvolta ci autorizzerà – già la prossima settimana. Nel frattempo, cristiani e non, provatevi a rifletterci sopra. E diteci se non è il tempo di avere più coraggio nel contestare e rovesciare il potere di chi, oggi, nella scuola italiana, in nome della tolleranza e del pluralismo, all’ombra di un’autorità esercitata nel nome del monopolio statale dell’istruzione, esprime un potere brutale e oscurantista, che pretende conculcare la libertà nostra e dei nostri figli.
«Caro direttore, il fatto che le sto per raccontare è accaduto in provincia di Reggio Emilia, la ricca e tollerante provincia emiliana. Siamo in una scuola media, esattamente in una terza classe, verifica in classe di matematica. Una ragazzina, prima di accingersi a svolgere il compito si fa il segno della croce. L’insegnante vede il gesto, va su tutte le furie, la redarguisce dicendole che non deve più permettersi di fare certe cose in classe perché incutono paura e disagio negli altri. La ragazzina replica dicendo, con coraggio (bisogna ammetterlo), che siamo in Italia e che c’è la libertà di religione. Non è stato sufficiente. L’insegnante, forte del suo ruolo ha replicato dicendo che quella non è religione e per punirla le ha imposto di cambiare banco e di sedersi vicino a compagni di classe con i quali lei fa fatica. Ma la cosa ancora più drammatica è che questo fatto non ha suscitato alcuna reazione, nessuno ha detto nulla. Mi chiedo: che differenza c’è tra la libertà religiosa nei paesi islamici e quella dove vige di fatto e non de iure il comunismo reale? E poi in cosa consiste la tanto sbandierata tolleranza? Se fosse accaduto un fatto del genere ad uno studente immigrato ci sarebbe stato un pandemonio con manifestazioni di piazza e dibattiti in Tv. Mentre i cattolici tacciono, tollerano, senza rendersi conto che sono stretti e sviliti sempre più tra la sinistra e l’islam e rischiano di diventare una minoranza perseguitata qui in Italia. Eppure tutta la civiltà e la cultura di cui siamo eredi e di cui godiamo i privilegi è stata difesa con la vita da quanti ci hanno preceduti. Ma esprimersi così è essere razzisti ed intolleranti come mi sento dire, così spesso, in questi giorni. Perché la cultura di sinistra che ha regnato sovrana per 40 anni nelle nostre scuole ha insegnato la storia riveduta e corretta, usando lo strumento della menzogna per controllare le coscienze. N.B.»
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