Caro Ferrara, questa volta ha ragione Casini. Quello di Follini è un autentico tradimento

Ammiriamo tutti molto Giuliano Ferrara perché è un unicum nel saper incrociare tutte le culture e a mantenere ugualmente una posizione militante. Tanto militante da difendere cause perse come Bush nella guerra in Iraq, Israele nel conflitto mediorientale, il Papato nell’edizione ratzingeriana. Non si può dire che Giuliano non sia schierato, eppure Otto e mezzo è una trasmissione ecumenica ed ecumenico è anche il Foglio. Sinceri complimenti. Mi incuriosisce però il fatto che lunedì abbia il suo quotidiano pubblicato l’intervista di Marco Follini al Corriere della Sera, sicuramente come premessa a una puntata di Otto e mezzo. Quello che mi sorprende è che egli non consenta al centrodestra sentimenti primari e censuri il buon gusto di Pier Ferdinando Casini che parla di Follini come di un traditore. Credo che il termine traditore sia un termine cristiano, nato per indicare i cristiani che, obbedendo all’imperatore Decio, consegnavano alle autorità pubbliche i libri sacri: tradebant. Debbo confessare che ho provato un sentimento di simpatia per Casini quando egli ha usato il termine tradimento. Follini è passato dal centrodestra al centrosinistra senza dare un minimo cenno ai suoi elettori e al suo partito. Che l’attuale frammentazione delle compagini renda possibile il trasformismo lo sappiamo bene. Ma ho sentito simpatia per Casini quando ha avvertito come oggettivo tradimento il passaggio di Follini dal centrodestra al centrosinistra, compiuto senza alcun riferimento ai modi, ai termini, ai problemi che avevano suscitato quella decisione. Ci è sembrato non un travaglio ma una lunga identità, ci è sembrato cioè che Follini volesse la riforma del centrosinistra e la crisi del centrodestra, allo scopo di diventare “l’uomo della provvidenza” per il Manifesto.
Caro Giuliano, ho un sentimento primario di reazione quando ricordo il giorno in cui Marco disse no a Berlusconi, senza preavviso, durante una conferenza stampa convocata per mostrare l’unità della coalizione di centrodestra. Ho avuto allora l’impressione che da tempo Follini militasse dall’altra parte. C’è un minimo di fedeltà all’elettorato che Casini ha giustamente difeso. Il trasformismo è un fenomeno italiano nato prima della democrazia e dei partiti, appartiene all’Italia della Sinistra storica, quella di Agostino De Pretis. Oggi richiede una motivazione diversa dalla libera scelta della propria coscienza. Rispettiamo la coscienza, ma non vedo perché debba essere considerato irrispettoso chiamare una tale storia la storia di un tradimento.
bagetbozzo@ragionpolitica.it

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.