Carta straccia
E’ veramente complicato esprimere un giudizio complessivo su quello che sta avvenendo con il disastro della Parmalat. Ma è difficile esimersi da una considerazione di fondo. Circa centomila cittadini che hanno investito in azioni e obbligazioni Parmalat sono oggi in possesso di “carta straccia”, anche se qualche banca (pentita?) cercherà di indennizzare gli investitori. Quello che è più curioso, nel dibattito politico italiano, è la contrapposizione isterica che si sta creando sui futuri organi di vigilanza. Ora, come è possibile che anche questa vistosa carenza si trasformi in Italia in un scontro istituzionale tra Bankitalia e mi<nistero del Tesoro? Come è possibile che i principali responsabili delle Istituzioni repubblicane si prendano a “strofinacci in faccia”?
Il ministro Giulio Tremonti è spesso supponente, ma come è possibile difendere aprioristicamente un “vigile” (Fazio) che non vede i “Tir” che passano con il rosso ? Eppure anche questo sta accadendo nel Belpaese. Tanti esponenti della sinistra si strappano prima le vesti per difendere l’autonomia delle istituzioni bancarie, poi pensano al modo di tutelare il risparmio. Piero Fassino ha fatto i “salti mortali” nel giro di 24 ore. Siamo di fronte a una nuova svolta della sinistra italiana? Si è trasformata per caso in sinistra bancaria?
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