Castro street

Di Tempi
19 Giugno 2003
Fidel Castro e i cubani hanno perfettamente ragione. L’Italia e la Spagna sono state le capofila dell’Unione europea

«Fidel Castro e i cubani hanno perfettamente ragione. L’Italia e la Spagna sono state le capofila dell’Unione europea nella decisione di adottare sanzioni contro Cuba e i primi Paesi europei a bloccare la cooperazione economica».
Se si vogliono sentire parole molto più violente contro «il nostro presidente del Consiglio, è sufficiente partecipare a uno dei girotondi».
Oliviero Diliberto, «Resto con Fidel, contro gli ipocriti», Corriere della Sera, 14.06.03

La manifestazione oceanica guidata da Castro contro l’Italia e la Spagna, con quegli slogan su Berlusconi «fascista» e «bandito» e «buffone» troppo somiglia a una delle tante manifestazioni italiane, alle invettive dell’Unità, agli insulti nelle strade e sui giornali. La santificazione della massa, quel milione in corteo all’Avana così simile al milione di Piazza san Giovanni, il ricorso pavloviano al fascismo come paragone di misura e contromisura, la tristissima allegria da scampagnata della vociante folla solitaria…, insomma quel che è successo a Cuba, dimenticando per un momento le esecuzioni capitali e gli ergastoli, è lessico politico italiano, è la prova che Castro vede l’Italia di Berlusconi con gli occhi della sinistra italiana. (…)
E tuttavia il linguaggio di Castro è lo stesso di Moretti, di parte dei Ds e di parte della Cgil, persino della Margherita. La marcia di Castro contro «Benito Berlusconi» e contro Aznar «piccolo Fuhrer» è stata come ricalcata sulle nostre, era la fotocopia di una marcia italiana. Anzi Castro ha detto su Berlusconi e su Aznar «servi dell’imperialismo yankee» proprio quel qualcosa di sinistra di cui in Italia il regista Moretti sentiva un tempo la mancanza. Adesso invece nei girotondi italiani si parla «alla Castro», e nei cortei si grida «alla Castro»; dotti saggi e presuntuosi articoli «alla Castro» vengono spacciati per liberali, e chi non si adegua, chi non parla «alla Castro» è ovviamente «un venduto», proprio come i tre ragazzi che sognavano di scappare dall’isola prigione e perciò, senza spargere sangue, tentarono di sequestrare un traghetto e di raggiungere la Florida. Castro li ha fatti fucilare come «fascisti», come «banditi», come «servi dell’imperialismo yankee». Come si vede, c’è un rapporto molto stretto tra il parlare di Castro e l’agire di Castro, mentre, per fortuna, in Italia, c’è ancora una grande distanza tra il dire e il fare. Ma certo, a forza di dire…
Francesco Merlo, “La marcia di Fidel? Fotocopia d’Italia”, Corriere della Sera, 14.06.03

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.