Catastrofe?

Di Gargantini Mario
13 Gennaio 2005
Ci avessero almeno risparmiato il sensazionalismo che segue l’informazione sui temi scientifici e tecnologici…

Ci avessero almeno risparmiato il sensazionalismo che segue l’informazione sui temi scientifici e tecnologici… e invece no, quanto accaduto in Asia è l’ennesima conferma che in troppi non sanno resistere all’esagerazione pseudo-scientifica e ai colpi ad effetto basati su dati poco verificati e affrettatamente interpretati. Così, per consolare le popolazioni vittime dello tsunami, c’è chi si è precipitato a dichiarare lo stato di calamità per l’intero pianeta, vittima di incalcolabili conseguenze dovute all’inclinazione di ben 5 cm del suo asse (che è tutto fuorché l’emblema della stabilità) e in attesa che tra le placche della sua crosta rocciosa si propaghi un colossale effetto domino (immagine suggestiva, ma priva di scientificità). In seguito a una tale operazione di spaccio dell’approssimazione come verità assoluta, è naturale che la gente rivolga uno sguardo speranzoso alla scienza, e proprio quando gli scienziati dovrebbero dimostrare un surplus di rigore, di documentazione, di precisione e prudenza nel prevedere le conseguenze, quel che viene elargito non è che del catastrofismo a buon mercato.
C’è modo e modo di dire che l’asse terrestre si è spostato: estrapolato dalla complessa dinamica del pianeta, il dato è di difficile valutazione e si trasforma in sterile allarme. Basti pensare alla quotidianità dello stesso scienziato, che ogni giorno si misura col singolo particolare dei comportamenti naturali al fine di trovare quel prezioso indizio per attivare e indirizzare nuove piste di ricerca. Ebbene, un evento così gigantesco ha disseminato una quantità incredibile di indizi: come può non essere dannoso per la scienza stessa considerarli teorie assodate e trarre conclusioni prima di aver eseguito indagini adeguate? Non è di alcun aiuto, soprattutto se il risultato è affogare il senso comune in un’altra onda: quella strana miscela ideologica che riesce ad abbinare i colpi di coda dell’ottimismo scientista con la presunzione del pessimismo ambientalista.

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