Catechismo sessuale/2. Ma gli studenti a Lugo non si fanno prendere per il pisello
Ora di “educazione sessuale” a scuola. Ne aveva parlato settimana scorsa su queste pagine una lettrice di Genova che raccontava del “catechismo sessuale di Stato” impartito a suo figlio (terza media). Ne parla una lettera aperta distribuita a professori, genitori e compagni da un gruppo di studenti del liceo classico di Lugo di Romagna. Che dopo essere stati rampognati dai professori (e dal Resto del Carlino) hanno inviato al giornalino scolastico Vox Lycei una replica agli articoli «accusatori, scritti da gente che non era direttamente coinvolta nelle ore di educazione sessuale». Intervento cestinato. Non solo, scrivono arrabbiati gli alunni di prima A, «il caporedattore ha avuto addirittura la faccia tosta di farci una bella lezione sulla “Libertà di Espressione”». Di qui la decisione di scrivere una lettera aperta dal titolo “La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano dato agli uomini. tranne a quelli del liceo di Lugo”. Di seguito un estratto.
In molti ne hanno parlato. Giornalisti, classi non coinvolte, professori aspiranti sessuologi, redattrici in erba. La parola vada ora a chi era effettivamente presente alla discussione nell’ambito del corso organizzato dal consultorio. Quando il primo giorno di lezione si è trattato di rispondere alla domanda “Sesso è.” su bigliettini per il brainstorming, è emersa una concezione del sesso in prevalenza molto profonda e positiva. Il sesso è stato preso per quello che è, l’atto di suprema unione fra un uomo e una donna, l’atto di suprema conoscenza, la fase finale di un percorso che inizia con l’innamoramento e sancisce la corrispondenza di anime fra due persone. Insomma, un discorso da veri “conservatori”, sin troppo candidi per la loro età. Dopo questa felice parentesi, è stato preso in esame il sesso praticato in assenza di amore, quello occasionale per intenderci. In particolare una compagna di classe ha chiesto di trattare il tema della prostituzione, e qui sono iniziate le magagne. I due professori sostenevano che per quanto possa essere vergognoso il mercato del sesso, è anche vero che la prostituzione può essere fonte di sollievo per le persone sole in cerca di affetto. il sesso come il cibo, se non si placa la fame si muore. Triste. Da qui in avanti la lezione abbandona il campo sessuale per estendersi ad altri campi controversi dell’agire umano; indimenticabile la difesa accanita del prof. a favore del suicidio, libera scelta di coloro a cui la vita ha riservato sin troppe sofferenze. Veramente educativo. Abbiamo avuto rispetto di quegli insegnanti. Anche quando hanno iniziato ad urlare per far valere in maniera violenta le loro opinioni. Anche quando il frastuono era tale da costringere molti ad uscire dall’aula. Passiamo ora all’altro punto caldo della vicenda, il diverbio in materia di contraccezione. L’ostetrica ha incominciato parlando e mostrando dei contraccettivi, ma senza soffermarsi troppo sugli effetti collaterali. Ma come? Li ha perfino un’aspirina! La spirale è stata descritta come un metodo solamente contraccettivo. La pillola del giorno dopo come non abortiva.
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