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Che si può fare per la pace? Una risposta ci viene offerta dalla madre badessa del monastero di clausura di Vitorchiano. Sincera come un noto articolo di Oriana Fallaci. Diversa da quella che è stata data da certe altre religiose che sfilarono alla Perugia-Assisi. Diretta (e politicamente scorretta), se è vero, come è vero, che, qui di seguito, ai lettori di “Tempi”, madre badessa scrive: “essere disposti a lottare fino a dare la vita per testimoniare Gesù vuol dire essere veramente pacifici”
di Rosaria Spreafico
Domani, anche in coincidenza con la fine del Ramadan islamico, il Pontefice propone a tutti una giornata di digiuno. Ovvero un concreto gesto di lotta per la pace e di amicizia globale. Ecco perché la Santa Sede apre un conto corrente per le vittime del terrorismo e della guerra. “Tempi” a colloquio con il teologo del Papa, Georges Cottier e con Paul Cordes, presidente di “Cor Unum”, il “ministero” dell’internazionale cattolica del welfare
di Antonio Gaspari
Il digiuno non vi sembri una cosa di poca importanza o superflua; chi lo pratica, secondo le consuetudini della Chiesa, non pensi fra sé, non dica fra sé, ascoltando il tentatore che suggerisce nell’intimo: «Che cosa digiuni a fare? Defraudi la tua vita, non le dai ciò che le fa piacere; ti procuri da te stesso una pena, ti fai carnefice e tormentatore di te stesso.
Paladina delle donne calpestate da un islam ottusamente maschilista, Tehmina Durrani, pakistana musulmana, è una di quelle donne che ha deciso di alzare la testa, non la cresta. Cercando il modo di muovere una tradizione senza svilirla. E un’icona, la serva di Sara e di Abramo che fu la madre dei popoli arabi e islamici
Conversazione con Themina Durrani
a cura di Marco Respinti
Tre milioni di bambini poveri curati, un milione di handicappati assistiti, 80 mila tossicomani e malati mentali riabilitati, 20 mila neonati abbandonati salvati da morte sicura. E ambulanze, mense popolari, servizi di protezione civile… Sono i numeri e le opere della Fondazione creata da Abdul Sattar Edhi, filantropo musulmano pakistano che si è fatto dei nemici fra i musulmani perché non fa differenze fra fedeli e infedeli
di Rodolfo Casadei