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Questa settimana l’editoriale è la lettera di una nostra amica. Scritta dal kibbutz Sasa, Galilea, Israele. La sua causa è la nostra. Ed è la stessa del popolo palestinese. Contro il terrorismo. Per non rimanere ostaggi di chi semina solo odio e morte, tra i figli dei due popoli
di Angelica Livne Calò
Il terrorismo islamico è come il nazismo. Ci odia per quello che siamo. E continuerà dopo la fine di bin Laden. Per questo non importa quali siano le intenzioni del Dipartimento Usa: la terza guerra mondiale è iniziata. In esclusiva per “Tempi” l’intervento di un liberal della sinistra americana, columnist di “The New Repubblic”
di Michael Sean Winters
Le cose sembrano proprio mettersi bene per Vladimir Putin. Nonostante le grandi incertezze della politica internazionale (anzi, in buona parte proprio grazie ad esse) la Russia si prepara a fare il salto di qualità tanto agognato, per realizzare il sogno di diventare un paese “ricco, stabile e rispettato”, secondo la definizione dello stesso presidente.