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Una 35enne nigeriana condannata a morte per lapidazione per aver avuto rapporti sessuali con un uomo sposato, assolto dall’accusa di adulterio per “mancanza di prove”. Così si applica la sharia, la legge penale coranica, nella Nigeria del nord. Il governo nazionale lascia fare, e l’estremismo islamico cresce
di Rodolfo Casadei
Qualcuno svegli Casarini, Agnoletto, Beppe Grillo, padre Zanotelli e tutti gli altri no-global: è arrivato un altro studio della Banca Mondiale, l’ennesimo, a documentare statistiche alla mano che la globalizzazione, diversamente da quanto costoro propagandano, sta avvantaggiando i paesi poveri che ad essa si aprono.
La didascalia che ne accompagna una foto lo definisce «un Tommaso d’Aquino moderno». Potrebbe apparire un po’ sopra le righe, ma padre Michel Schooyans, professore emerito all’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, in questi panni non stona: soprattutto per le sue meticolosità, uso sapiente del «logos divisore», riferimento scientifico al magistero della Chiesa, amore filiale al Corpo mistico di Cristo.
Musulmano, attivista, imprenditore. Dopo gli attentati dell’11 settembre ha denunciato correligionari estremisti di Via Jenner e non ha esitato a schierarsi con gli Usa per la guerra contro Talebani e ogni altro santuario del terrorismo internazionale. Rifiuta le ruffianerie moresche degli Sciuscià di Santoro, l’elemosina ginostradistica, il pietismo dei cattolici ulivisti, l’ideologismo dei ricomunisti. E non è il solo. Ecco un buon indirizzo a cui dovrebbe rivolgersi la politica (se vuol gestire la questione islamica in Italia)
di Ali F. Schuetz*
Alle radici della nostra storia. Quando il Papa andò da Pipino, volse le spalle all’Impero Bizantino e scelse i barbari Franchi. Fu la scelta occidentale, avvenuta 1300 anni fa, fatta dalla Chiesa cattolica per preservare quella libertà che non avrebbe barattato nemmeno per tutti i suoi possedimenti
di Pierluigi Castagneto