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L’ignoranza e gli slogan, in classe e in piazza. Ieri e oggi. Una ex professoressa, emigrata a Cambridge, compagna (e gruppettara) degli anni ‘70, vuota il sacco. E con garbo affilato, invita il mondo della scuola a rileggere la Fallaci. Con tanti saluti al Prof, al Pof, al Pei e agl’ Idei
di Erica Scroppo
Sta facendo impazzire la sinistra talebana e il povero ex ministro Tullio De Mauro (che pare abbia superato ogni limite di astioso e gratuito bellicismo descrivendola, in un’intervista a Repubblica online, come una lanzichenecca al servizio di un governo “della destrutturazione scolastica” che “vuole riportare indietro la scuola di quattro secoli”).
Viaggia per le scuole, assaggia il clima moresco dei Michele Santoro, trottola per uditori non episodicamente “difficili”, legge La Stampa, Barbara Spinelli, Vittorio Messori. Confessioni, avventura (e un invito a cena in kibbuz) di un’ebrea viva, pellegrina nel paese dei balocchi
di Angelica Livne Calò
In Iran dilaga la passione per la nazionale che si gioca con l’Eire la qualificazione ai prossimi mondiali. Nel paese in cui, a 22 anni dalla cacciata dello “Shah sfruttatore”, il 40 per cento della popolazione vive al di sotto dello stato di povertà; nel paese in cui la disoccupazione dei laureati oltrepassa il 90 per cento; nel paese in cui ben 220mila giovani nell’ultimo anno sono emigrati negli States, la gente scende nelle strade per festeggiare la nazionale e urla “W l’America”
In Iran dilaga la passione per la nazionale che si gioca con l’Eire la qualificazione ai prossimi mondiali. Nel paese in cui, a 22 anni dalla cacciata dello “Shah sfruttatore”, il 40 per cento della popolazione vive al di sotto dello stato di povertà; nel paese in cui la disoccupazione dei laureati oltrepassa il 90 per cento; nel paese in cui ben 220mila giovani nell’ultimo anno sono emigrati negli States, la gente scende nelle strade per festeggiare la nazionale e urla “W l’America”