Archivio

Abruzzese Salvatore
06 Settembre 2001
«Il movimento di don Giussani guarda così alla pretesa dell’uomo contemporaneo alla pienezza di vita, non solo rispettandola ma addirittura invitando il soggetto laico a prenderla egli stesso sul serio, cercando di realizzarla conprendendone le radici profonde». La modernità di CL nell’analisi di un sociologo laico. Autore di un saggio recentemente pubblicato da Il Mulino di Salvatore Abbruzzese
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Mamma Oca
06 Settembre 2001
Avendo avuto la “folle” idea di fare un altro figlio in questa Italia di tristi figli unici, la frase che più mi sento ripetere, se mi va bene, è «che coraggio! Bisogna avere un bel coraggio!».
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Esposito Francesco
06 Settembre 2001
Il calo della natalità in Italia è cominciato dal 1975, in coincidenza con la crisi petrolifera, e da allora non si è più arrestato. Dal 1992 si registra un’ulteriore flessione, che nel 1995 ha fatto segnare il primato negativo di 526mila nascite annue (contro 1,035 milioni di nuovi nati nel 1964).
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Lorenzo Albacete
06 Settembre 2001
Con l’uscita di scena di Bill Clinton gli Usa hanno perso il protagonista di uno degli ultimi scandali capaci di far identificare il grande pubblico. Ciò che l’affaire Milingo non è riuscito a fare. Rimpiangendo la sala ovale, qualche nota sul “puritanesimo negativo” degli americani
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Gaspari Antonio
06 Settembre 2001
La nascita dei bambini non è un bene per l’umanità, ma la causa prima dei mali del mondo. Lo dicono le poco scientifiche teorie malthusiane che qualcuno le vuole riproporre al prossimo vertice Fao. La “compagnia della buona morte” di Giovanni Sartori, Walter Veltroni, Paolo Silos Labini di Antonio Gaspari
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Tempi
06 Settembre 2001
Nell’editoriale della scorsa settimana vedo citato come “cosiddetto leader di Cl” Giancarlo Cesana, mentre don Giussani - a cui pure riconoscete la paternità di tutta quell’impresa movimentista cattolica che arriva fino al Meeting di Rimini - sembrerebbe apparire come un grande Battista precursore.
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Donnini Debora
06 Settembre 2001
La nuova trasposizione cinematografica del film “Quo vadis”, tratto dall’omonimo romanzo di Henryk Sienkiewicz (1896), ad opera del regista polacco Jerzy Kawalerowic descrive - soprattutto nella conversione di Chilone - come l’amore al nemico, riflesso nei martiri cristiani dei primi secoli, abbia conquistato il mondo romano cambiando i cuori delle persone
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