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Esaltano la pluralità delle identità culturali, ma non quella politica: l’unico punto di vista corretto è il loro, tutto il resto è oppressione. Non vedono problemi da risolvere, ma nemici da combattere. Non sono preoccupati tanto delle sofferenze del mondo quanto di demonizzare l’Occidente. Da veri globalisti, deterritorializzano la politica. Per questo sono dei veri antidemocratici. Peggio di loro, solo i giudici che invocano la “competenza universale”.
intervista ad Alain Finkielkraut a cura di Rodolfo Casadei
La opere caritative cristiane e la gestione di Stato del disagio sociale. Dalla condivisione popolare dei bisogni alla manutenzione impersonale di poveri, ammalati, portatori di handicap, cadaveri. La carità a gestione statale mostra i suoi limiti. La risposta alle nuove povertà? Più estetica, meno etica. Il parere della storica del Risorgimento
di Angela Pellicciari
1991-2001. O della dissoluzione jugoslava. L’implosione di Skopje sarà il tragico epilogo di dieci anni di polverizzazione dell’ex regno comunista del Maresciallo Tito. Le conseguenze? Devastanti. Specie per l’Europa. Il nostro inviato di tutte le guerre racconta come si è arrivati all’ennesima follia disgregatrice. E perché c’è ben altro di cui occuparsi, in Italia, piuttosto che di marce anti-G8
di Gian Micalessin
Mentre gli Usa sembrano abbracciare un conservatorismo uscito rafforzato dalla vittoria di George W. Bush, l’intelligentsia progressista cerca una “nuova via” al liberalismo americano. Capace di raccogliere le sfide di multiculturalismo e individualismo. Da un inviato d’eccezione nei salotti newyorkesi
di Lorenzo Albacete