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Ci sono apparati e parole (soprattutto internazionali) su cui è rigorosamente vietato anche fare solo domande. Giusto per informarsi. Uno di questi è l’Onu, che rappresenta il tabù dei tabù. Quella bella spinta all’omologazione di usi e costumi dei popoli, suggerita da una certa élite di funzionari, impiegati e burocrati legati a lobby e Ong. Il rischio totalitario di un “governo mondiale dei valori”
di Alessandra Nucci
L’irriducibilità dell’avvenimento giudeo-cristiano a qualsiasi racconto mitologico. La “Violenza trionfante” delle folle, libertà e odierno umanitarismo neopagano, foriero di persecuzione in nome della pietà. Parla l’antropologo francese che ha seppellito la scuola storicista di Bultmann e offerto un contributo decisivo allo studio dei rapporti fra religione e società, mito e meccanismo vittimario
intervista a René Girard a cura di Debora Donnini
Dalle Ande agli Appennini, in attesa di una calata dalle Alpi alle piramidi, sbarca in Italia un ispanofono noto nel mondo di lingua tedesca e tradotto da un germanista. Come dire: passaggio dal Manzanarre al Reno. Un suo pionieristico scopritore ne descrive mentalità, tecnica espressiva, efficacia. E una fissazione: glossare, continuamente “in progress”, un misterioso “testo implicito”. Che esplicitamente manda all’aria le presunzioni e le (false) certezze del “progetto illuministico”
di Giovanni Cantoni