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Come nei sogni di tanti ragazzi. Diventare numeri uno e divertirsi da morire. Con un pacco di centoni in tasca, una donna al giorno, il giro di Bmw, moglie e figli di scorta, notti sempre a mille. Poi il male di vivere una vita sbagliata, l’avvitamento, la picchiata, il botto. Dalla notte del quasi suicidio, al buongiorno di Tato, Giorgio, Anna… Confessioni di un re delle discoteche, direttore per dieci anni dei mitici Rolling Stone e Propaganda di Milano
Niki Cretella si racconta a Emanuele Boffi (foto ai "popoli" dell'Idroscalo di Milano di Marta Carenzi)
È il primogenito di un papà leader di CL. Ha perso la mamma, Emilia, esattamente un anno fa, in un incidente stradale in Paraguay. Giovanni ha 24 anni, è laureando in medicina e tra un anno emigrerà in Texas per specializzarsi in chirurgia oncologica. In una sera di mezza estate è stato invitato da un gruppo di adulti in vacanza (con ottanta bambini al seguito) a raccontare della sua esperienza. Resumé breve (e faulkneriano) della testimonianza di un figlio a padri, madri (e fratellini)
di Giovanni Cesana, negli appunti, non rivisti dall’autore, di Giuliana Valzasina
«Il sabato, in un piccolo villaggio somalo / Ibrahim Ali Kismayu / mangiò un foglio che diceva: “Help Somalia Now!” / Che gioia! Che gioia! Che grande gioia!» La retorica dell’oggi molto coccolato popolo di Seattle e dell’“ambientalismo dalla pancia piena” non riempie le pance dei paesi poveri, come osserva il poeta Bernardo Atxaga. Mentre la tanto vituperata tecnologia e le molecole chimiche negli ultimi 30 anni hanno ridotto dell’80% la mortalità infantile, più che raddoppiato la produzione agricola e continuano a far calare i prezzi dei prodotti alimentari di base, oltre al numero assoluto delle persone in stato di povertà. Ecco perché non serve la tecnofobia anti-Ogm, ma una globalizzazione che porti i progressi della scienza moderna nelle mani dei contadini affamati di Africa ed Asia
Intervista a Thomas De Gregori a cura di Francesco Esposito
Il vuoto del movimento antiglobalista, il vuoto della sinistra, il vuoto di risposte solo repressive. La responsabilità di adulti, politici, educatori, rivoluzionari, uomini di chiesa, all’epoca della scoperta che siamo esseri in libertà provvisoria: impedire che disagio e desiderio (che si esprimono anche nel movimento antiglobale), si trasformino in pretesa morale. Ecco perché occorre combattere i predicatori di Bene
Conversazione con Giuliano Ferrara a cura di Luigi Amicone
Non è lo Stato, ma il mare a tenere insieme la devoluta Gran Bretagna. Con la tipicità dei suoi abitanti, pragmatici e privi di coerenza logica. Corrispondenza storico-politica di un isolano impenitente che vede l’Europa farsi piccola piccola davanti alla libertà di vivere tra il computer di Cambridge e il mare delle Ebridi, le montagne di Val Pellice e il sole di Pachino
di Richard Newbury
Secondo Benedetto Croce era un “nevropatico”, per l’intellettual prezzoliniano un “gorilla cattolico”, per l’uomo d’oggi un perfetto sconosciuto. Eppure c’è chi è convinto che la sua sia tra le opere di più grande poesia d’ogni tempo. Il qui di seguito scrittore e intellettuale F.V., per esempio, ne è persuaso. Con documentazione storica e rivelazioni letterarie davvero folgoranti. Ecco un contributo, ben oltre il saggio d’occasione, a ristabilire un nesso vivente con la vita intellettuale. E che, scommettiamo, piacerebbe leggere (e forse gli procurerebbe un po’ di liberazione dal crimine di un’educazione non ricevuta, nella pleonastica presenza di maestri e padri in famiglia e a scuola), anche a un punk-a-bestia, a un black-bloc, a un teppista lanciamotorini giù in curva. Un secolo ai piedi della croce: “L’Annuncio a Maria” di Paul Claudel
di Francesco Valenti