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Tutto quello che avreste voluto sapere dei soldi – i vostri – con cui la commissione per il cinema del governo del centrosinistra ha finanziato i cosiddetti “film di interesse nazionale culturale”. Decine di miliardi a perdere per pellicole viste solo dagli addetti ai lavori o addirittura mai uscite nei cinema italiani. Quelle in cui non ci mettono becco (“Ultimo bacio”) sbancano il botteghino. Vuoi vedere che gridano alla censura solo per nascondere piccole e grandi frodi di conventicole intellettuali? Il caso, molto istruttivo, di Ciprì e Maresco, che a partire dal 9 di aprile dovranno rispondere in tribunale non solo di blasfemia (a chi tange?) ma di «truffa aggravata nei confronti dello Stato»
Intervista a Fulvio Lucisano, presidente dell’Anica, che spara a zero sulla Commissione e sulle sue decisioni: «Bisogna limitare al massimo l’inervento dello Stato». Lo accusano di catastrofismo? «Ma i dati che io ho diffuso sono veritieri». Il cinema italiano vive una nuova primavera? «Per ora si è vista solo una rondine»