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Com’è che questo nostro foglio, che certo non può nemmeno lontanamente paragonarsi al peso che hanno le corazzate del giornalismo italiano, si divide nel tifo tra repubblicani e democratici Usa e, mentre è nota ai lettori la sua sincera simpatia per il centro destra italiano, alle elezioni israeliane del prossimo 6 febbraio tiferà (in spe contra spem) per la sinistra del sionismo più laicista e pacifista?
Nessun governo israeliano potrà mai accettare il “diritto al ritorno” in Palestina per i 3,7 milioni di profughi del 1948, né rinunciare in toto alla sovranità sulla Spianata del Tempio. Il piano Clinton offriva ad Arafat il massimo: sovranità sulla quasi totalità dei Territori Occupati e Gerusalemme capitale. I palestinesi hanno perso un’altra occasione. Parola di Zeev Sternhell, il più autorevole storico israeliano laburista. Che precisa: “tutti i coloni ebrei a Gaza e gran parte di quelli in Cisgiordania devono andarsene”