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Nostalgici dell'era Thatcher-Reagan scommettiamo sulla riconquista repubblicana della Casa Bianca. Ma anche se la battaglia legale dovesse dar ragione al delfino di Clinton, il mito-immagine della Terza Via liberal tanto cara a Tony Blair (e, in subordine, a Lionel Jospin, Gerhard Schröder e Giuliano Amato) ne uscirà inevitabilmente appannata. Ragionando come se Bush fosse già Presidente e l'Europa fosse quello che in realtà è, dopo Nizza
L’establishment dei Democratici non si rassegna alla sconfitta e prepara l’attacco (a mezzo stampa) al (probabile) nuovo inquilino della Casa Bianca. Bush invece si sente in sella e studia il suo primo discorso presidenziale. Cioè un appello all’unità nazionale e, forse, speciali “grazie” per Clinton
Tentativi di infiltrazione in Vaticano, opuscoli del KGB sulla minaccia rappresentata dal Papa polacco, una politica per accentuare contrasti e rivalità nella Chiesa cattolica e fra questa e le altre Chiese: all’inizio degli anni Ottanta il Patto di Varsavia aveva identificato nel pontificato di Karol Wojtyla una minaccia mortale per il socialismo reale. E a Mosca erano al potere uomini che non avevano scrupoli a utilizzare l’omicidio pur di conseguire i propri obiettivi politici o di sicurezza. E ora, un superinvestigatore inglese fa il punto sul contesto in cui maturò l’attentato alla vita del Papa. Ecco cosa rivela l’ultimo libro di Nigel West
Consulte di esperti e operatori controllati dai ministeri, somministrazione controllata di metadone, irregimentazione dei tossicomani nei Servizi Territoriali e semilegalizzazione di cannabis (ma vietato fumare tabacco). Mentre il consumo di droghe (come l’ecstasy) è in crescita esponenziale tra i giovani. Note a margine delle stupefacenti dichiarazioni del ministro Umberto Veronesi