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Secondo i circoli ambientalisti italiani, l’obbligo di passare le domeniche in bicicletta, la benzina a 3200 lire, la realizzazione di progetti di “città senz’auto”, le giornate di “sciopero dello shopping” e la lotta contro il consumismo di Natale, i centri commerciali, i Mc Donald e le multinazionali sarebbero ricette serie per la creazione un’autentica democrazia popolare. E la storia dice che hanno proprio ragione
“Chi tessera Francesco d’Assisi al WWF non conosce il santo. Che non predicava il culto della natura, non aveva sindromi vegetariane e festeggiava il Natale con doppia razione di carne”. Perché il Poverello redivivo, oggi sarebbe un ottimo antagonista dell’ambientalismo radical-chic. Parla il teologo dei Frati Minori Conventuali
Legalizzata l’eutanasia in Olanda, opinionisti di destra e di sinistra italiani hanno plaudito al “passo di civiltà”. Di fatto, la “buona morte“ di Stato sembra essere la negazione del buon senso individuale già all’opera nel principio del “non accanimento terapeutico”. E un battistrada allo Stato-etico, che con le sue leggi comincia a suggerire al malato terminale: “togliti di mezzo in silenzio, non ingombrare il mondo comune mostrando il tuo corpo corrotto, la tua lebbra, la tua umiliazione, il tuo dolore”. Reprint di una conversazione con chi ha vissuto (fino alla fine) in compagnia della corruzione, della lebbra, dell’umiliazione, del dolore (e con la morte come parte della definizione della vita), Teresa di Calcutta