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Né complotto per la strumentalizzazione integralista del Giubileo dei giovani, né mercato delle pulci. Come sempre, il Meeting
è sfuggito alle letture miopi di intelligentsia e media e ha tenuto fede alla promessa originale: essere un luogo dove chiunque, senza
discriminazioni, può pubblicamente documentare il cambiamento della vita che deriva dalla ricerca seria dell'ideale e dall'approfondimento di un incontro può essere documentato. Chi ha avuto l'umiltà di starci si è guadagnato gli applausi e la gratitudine del pubblico, come mons. Albacete e i suoi amici liberal americani, chi ha barato si è beccato i fischi, come Umberto Veronesi.
Sono tanto tolleranti che contro la beatificazione di papa Mastai Ferretti (3 settembre) hanno montato una campagna stampa che è durata tutta l’estate (cfr. Tempi…). E che ha raggiunto il suo acme al meeting di Rimini. Così, dimenticando che anche un illustre laico come Paolo Mieli, documenti alla mano, ha ammesso che “c’è del torbido nel movimento risorgimentale italiano”, glissano sulla documentazione storica e si trincerano dietro un muro di slogan devozionali. Qualche ulteriore provocazione ai laici-clericali in ginocchio davanti agli altari di Garibaldi e Cavour. Conversazione con l’autore di “O Roma o morte!”