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Ci si può impedire di guardare la realtà inondata dalla luce
del giorno imprecando contro le tenebre che avvolgono il mondo? Sì, questo è il comunismo. Che ha prodotto milioni di diseredati in fuga disperata, con le buone o con le cattive. Con le buone, se hai avuto una mamma che nella più buia delle notti e nella peggior fame, non ha mai cessato di sussurare al suo bambino che “il mondo, così come lo ha creato Dio, è buono”. Storia di un ragazzo albanese
L’amore per Tel Aviv, la sua laica e cosmopolita città natale. Gli studi in una delle migliori scuole ebraiche, il sogno del rabbinato e la realtà di un incontro con il cristianesimo avvenuto prima sui libri, poi nelle conversazioni notturne con un immigrato europeo. Il battesimo, l’ordinazione sacerdotale, gli studi di diritto internazionale, la carriera di diplomatico della Santa Sede. La singolare storia di David Jaeger, ebreo sabra, cioè della prima generazione dei figli nati in Israele, unico esemplare di cittadino israeliano e prete cattolico
“L’unico ostacolo a una vera unificazione tra tutte le confessioni cristiane al momento è solo la messa dei cattolici romani.
Perfino la concezione di papato, così come viene delineata tecnicamente da Roma stessa potrebbe essere accettata, ma la presenza reale del corpo di Cristo nell’ostia, no. Per noi il sacrificio
è stato uno” . Parola di un illustre storico di Cambridge,
membro della Chiesa Riformata Unita. Una delle voci di
un affresco sul protestantesimo attuale scritto da una
impegnata
e appassionata
cristiana valdese
“L’anglicanesimo fu un’imposizione della Monarchia e non il frutto di correnti protestanti e anticlericali giunte sull’isola. In realtà gli inglesi erano buoni cattolici e tali sarebbero rimasti se i loro parroci fossero rimasti fedeli e Roma e non, per politica, al Re. Oggi l’Inghilterra è completamente pagana e la gerarchia cattolica fa male se crede di risolvere il problema con l’assai timido e modesto programma di stabilire alcuni valori condivisi dalla società”. Parola dello storico cattolico più autorevole del Regno Unito.
Non è la rapina che ha fatto ricco l'Occidente e povero il Sud del mondo, ma l’impeto avventuroso e razionale del Vangelo. Per aiutare il Terzo mondo van bene le campagne per la cancellazione del debito e gli aiuti internazionali, ma non serviranno granché se non si punta - come in Corea- sull'educazione e il cambiamento delle mentalità. Il contributo più grande che può dare l'Occidente è la condivisione del bisogno per amore di Cristo. Mentre troppo spesso negli ambienti ecclesiali si fa un cristianesimo complessato dal retaggio exneopostcomunista e molto ideologicamente chiacchierone sui poveri. Un noto giornalista e missionario del Pime non esita ad accarezzare contro pelo il mondo delle missioni, dell’ecumenismo e del volontariato cristiano
Conversazione di Rodolfo Casadei con Piero Gheddo
Metti una sera (del 1983) in campagna, a conversazione con un gruppetto di giovani di Monte San Savino, piccolo borgo tra le colline toscane. Dove un uomo che oggi ha quasi ottant’anni (e che, come aveva scritto a vent’anni in una lettera a un amico, ha avuto una sola ossessione, quella del “Io non voglio vivere inutilmente”) era stato invitato a parlare da ragazzi di un mondo ancora contadino, ma già irretito dal potere delle ideologie e delle mode omologanti dell’epoca. La non episodica persuasività in azione di un carisma che ha educato decine di migliaia di ragazzi. Al quietismo religioso? No, alla felicità laica
Da un dialogo con don Luigi Giussani* (le illustrazioni fotografiche sono di L.A., da un soggiorno in Ulster)