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Per un dinosauro che se ne va, uno che torna e un altro che resta al suo posto. Si potrebbe riassumere così la settimana politica internazionale che ci lasciamo alle spalle, coi suoi storici appuntamenti elettorali in tre paesi dominati da tempo inenarrabile da regimi o uomini forti apparentemente inamovibili: Messico, Mongolia e Zimbabwe.
Si vorrebbe istruire le grandi masse a trasformarsi nei viandanti di Nietsche, che chiuse le porte del cuore e della ragione umani, proclamano: "questo ardente desiderio del vero, del reale, del non apparente, del certo, come lo odio!". Ma nell'ora dei "custodi del tempio vuoto" pensate che (ancorché la sua memoria sia ovunque favorita) Auschwitz sia lontana? Una pasionaria del pensiero forte ha cercato una risposta leggendo per noi "Une voix vient de l'autre rive" (Gallimard), l'ultimo recentissimo saggio del più arendtiano dei filosofi contemporanei, l'ebreo francese Alain Finkielkraut
Tratto da "La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme" . Feltrinelli, 1964 , opera che è omrai un "classico" della rifelssione sull'Olocausto e che raccoglie le corrispondnze giornalistiche scritte per il New Yorker da Gerusalemme, dove la Arendt assitette allo storico processo al gerraca nazista Adolf Eichmann
(e quelli della "dolce morte" alla porta)...
L'eutanasia sarebbe un atto di grande carità e di alto valore civile? E' quando sostengono con certezza assoluta baldanti giornalisti scettici e compassati Ministri della sanità, club filantropici e compite donzelle ecologiste. Che per educare il popolo a compiere opere di bene, si stringono in lobby e (non si sa mai dovessimo beccarci un cancro o un figlio gravemente handicappato) invocano leggi che aiutino a morire in modo rapido e gentile (o come lorsignori ci aiutano a dire: "con dignità"). Ma ecco perché, detto molto laicamente, l'esperienza suggerisce alla ragione di militare in difesa delle intenzioni della vita (anche se cattiva) contro quelle del potere (anche se buono). La testimonianza di un medico rianimatore (e qualche altra ragione per opporsi a una barbarie dal volto montanelliano)