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I nuovi fideisti sognano di rivedersi tutti insieme a Seattle, per attizzare la rivolta ecologista e l’utopia di un mondo in armonia con la natura. Credono ciecamente nelle colture biologiche, aborriscono prodotti chimici e multinazionali, difendono le specie vegetali con più generosità che quelle umane. E, come nel caso dei cibi transgenici, fanno leva su paure ancestrali per diffondere nell’opinione pubblica l’idea che la scienza è buona solo quando non è industria. Ma per esempio: sono proprio vere le uguglianze “naturale=buono”, “chimico o transgenico=cattivo”? Qualche (fondamentale) pregiudizio delle nuove religioni (un po’ rosso-verdi, un po’ new-age) all'esame della ragione laica. Prima di una serie di indagini