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Cent’anni di egemonia economica, politica e militare.
Ma, soprattutto, di conoscenza, capacità di innovazione e di
creazione di nuovi bisogni. Un’economista spiega l’enorme vantaggio acquisito dalla civiltà americana a livello planetario. Un modello di
sviluppo che, anche solo per inerzia, farà del primo secolo del 2000
un’ennesima epoca all’insegna della leadership Usa. E l’Europa?
Una bella promessa. Ma la Cina è più vicina
“Siamo i leader del mondo perché abbiamo puntato tutto
sulla libertà dell’individuo. Non abbiamo inventato il capitalismo,
ma abbiamo glorificato la libertà politica, le opportunità della persona, una certa qualità di vita”. Parola dell’ex direttore del Times di Londra,
emigrato negli Usa, attuale direttore editoriale del Daily News
di New York e autore di un saggio sul primato americano
La Russia alle soglie del 2000. La sua disperazione sociale,
i suoi miti messianici e nazionalisti, la sua chiesa ortodossa.
Un paese che guarda all’Europa ma che si sposta sempre più verso l’Asia. Un grande paese e un grande popolo in cerca di una leadership che non strumentalizzi la sua profonda anima religiosa. Dall’epoca zarista ai giorni nostri. Dalla divinizzazione di Lenin e Stalin, alla
delusione del post-comunismo. Dalla tragedia della statalizzazione della chiesa ortodossa al panslavismo che si va affermando dopo
la guerra in Kosovo. La nostalgia del Papato e l’imprevedibile futuro del dopo Eltsin. Uno dei più grandi storici russi viventi racconta
in esclusiva per Tempi un mondo pressoché sconosciuto
e stereotipato in Occidente
Una sua piéce teatrale è in cartellone al teatro Crt di Milano e un importante editore promette di pubblicare una sua
raccolta di poesia. Lui, Cli rim Muca, ex clandestino albanese in Italia ha scritto due monologhi per i nostri lettori.
Due istantanee scattate tra due mondi, quello di una bestiale infanzia nella totalitaria Albania e quello nuovo, dove
l’esperienza insegna che non è tutta vita quel che luccica...