Esteri
Continuano gli scontri nel paese nordafricano. Dopo le preghiere settimanali del venerdì miglaia di fedeli sono scesi in piazza contro il presidente Mubarak. Tre i morti. Il governo egiziano ha ordinato a tutti gli operatori di telefonia di sospendere il servizio in molte aree del paese, come ha riferito la Vodafone. Il leader dell'opposizione laica, Mohamed ElBaradei, è agli arresti domiciliari
La tattica di Obama per rilanciare l'economia è spendere. In rapporto al Pil, il deficit è il secondo più alto degli ultimi 65 anni: 10% nel 2009, sarà del 9,8% quest'anno. Come durante la Seconda Guerra mondiale. Fra il 2007 e il 2011 il rapporto debito/Pil dell'Italia è aumentato di 18 punti (da 112 a 130%), quello degli Usa di 38 punti (dal 62 al 100%)
Dopo Tunisia ed Egitto, stravolgimenti anche in Libano che per la prima volta avrà un governo presieduto dal primo ministro sunnita Najib Mikati ed egemonizzato da Hezbollah, il partito-milizia che rappresenta la maggior parte degli sciiti libanesi. Militare israeliano a riposo: «Sarà solo più facile spiegare alla comunità internazionale perché Israele deve combattere il Libano»
Dopo alcune ore di calma, al Cairo è ricominciata la protesta contro il governo di Hosni Mubarak, al potere da 30 anni. Decine di dimostranti hanno cominciato a radunarsi nel centro della capitale, nonostante il divieto alle manifestazioni decretato dal ministero degli Interni. Alcuni fonti parlano di 500 arresti. Obama ha chiesto di revocare il divieto di manifestazione
Oltre 200 mila persone in piazza in diverse città dell'Egitto contro tortura, povertà, corruzione e disoccupazione, al grido di «Mubarak vattene!» per la "Giornata della rabbia egiziana". Qauttro morti negli scontri con la polizia. Usa: «Il governo recepisca le aspirazioni del popolo per portare avanti le riforme. Siamo impegnati a lavorare con l'Egitto»
Ieri Roberto Formigoni ha consegnato il Premio speciale Lombardia per la pace a monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare dei caldei di Baghdad: «Sono pronto a dare la vita per la pace. Da anni ormai i cristiani subiscono in Iraq attacchi barbari. Il pericolo per la vita è grande e molti vivono nella paura: per questa ragione tanti lasciano il Paese»
Sono 200 milioni i lavoratori che dalle campagne cercano un impiego nelle città. Tornano a casa una volta all'anno e portano i soldi alle famiglie. Sono milioni a non essere pagati dai datori di lavoro. Per questo scoppia una violenza disperata: 17enne uccide il capo, 21enne cerca di suicidarsi e viene licenziata, 2 operai uccisi dal datore che non vuole saldare gli arretrati