Durante l'udienza di oggi, Benedetto XVI ha ricordato le vittime statunitensi colpite dall'uragano. Intanto cresce il numero dei morti: 50, di cui 18 nella sola New York.
Le ore passano e la conta si fa sempre più alta: i morti accertati sono 48, ma è una cifra ancora «destinata a salire». Otto milioni di abitazioni sono senza corrente. Situazione drammatica nella Grande Mela.
Le sanzioni incidono. Nella lista dei prodotti che non si possono più esportare anche carne, alluminio, acciaio e quei prodotti che lo Stato vende a prezzo calmierato e che molti rivendono all'estero a prezzo pieno.
I medici la davano per spacciata e avevano già predisposto il trattamento di fine vita. Solo l'intervento dei parenti ha evitato la sua fine. Ora beve the e festeggia la nascita del quinto nipote
Decisivi sono gli Stati in cui l'appartenenza partitica conta meno. Qui il testa a testa vede Romney avanti di due punti. In Ohio, decisivo per la vittoria, Obama è passato in svantaggio.
L'uragano si è abbattuto sulla costa orientale degli Stati Uniti: 13 morti, sei milioni e mezzo di persone al buio, a New York, sette gallerie della metro allagata.
Parla mons. Matthew Man-oso Ndagoso, arcivescovo di Kaduna: «Un atto vile, barbaro e orribile, che ogni persona comune non può che condannare. Non è pensabile che qualcuno possa commettere azioni simili».
«I ribelli sono presentati come il popolo siriano ma non è così. Bisogna tornare a dare voce alla maggioranza silenziosa del popolo siriano». Intervista a madre Mariam-Agnès de la Croix, superiora del monastero di Qara, Siria.