Interni

Leone Grotti
12 Settembre 2011
Michele Lenoci, preside della Facoltà di Scienze della formazione dell'università Cattolica di Milano, è tra i primi firmatari dell'appello "L'Italia è un paese per vecchi". A Tempi.it spiega perché: «Apprezzo il tentativo del ministro Gelmini, ma se vuole davvero aiutare i giovani deve porre fine alla trentennale stagione dei buoni propositi e modificare le modalità di assunzione»
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Redazione
12 Settembre 2011
L'appello "L'Italia è un paese per vecchi" ottiene i primi risultati. In seguito a un incontro sabato con il ministro Gelmini, il vicepresidente Lupi e alcuni firmatari è stato deciso l'aumento dei posti per il Tfa a 13.285 e la determinazione del numero dei posti anche in base all'offerta delle università. Magni (Clds): "Risultato importante"
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Chiara Rizzo
12 Settembre 2011
Il frondista Giorgio Stracquadanio (Pdl) elenca a Tempi.it una serie di riforme e misure per uscire dalla crisi: federalismo, mercato del lavoro, servizi, pensioni. Poi ammette: «Se tutto questo non l'abbiamo fatto e se la manovra non ha strategia è colpa del governo e di Tremonti, che ideologicamente pensa che il sistema non si possa cambiare»
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Carlo Candiani
12 Settembre 2011
Gli studenti stranieri sono passati da 150.000 a 700.000. Situazione difficile soprattutto al Nord. Parla a Tempi.it Mariella Ferrante, presidente di Diesse Lombardia: «Non ci sono solo i musulmani, i sudamericani soprattutto creano problemi. Ecco perché vogliamo libertà di reclutare gli insegnanti: in situazioni difficili, devi avere quelli giusti»
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Redazione
09 Settembre 2011
Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini in un'intervista ad Avvenire risponde all'appello "L'Italia è un paese per vecchi": «Ho la massima comprensione e rispetto per l'angoscia e la preoccupazione espressa dai giovani in questo momento di crisi. Abilitazione e posto di lavoro non devono coincidere. Infatti nel regolamento non vi è alcun automatismo»
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Chiara Sirianni
08 Settembre 2011
Fino al 25 settembre si può firmare a favore del referendum che abroga l'attuale legge elettorale, ribattezzata porcellum, e propone il ritorno al mattarellum. Il Pd è diviso tra chi appoggia l'iniziativa e chi la boccia. D'Alema fa parte di questi ultimi: «Voglio cambiare la legge elettorale ma non per tornare al mattarellum». Ecco che cosa cambia
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