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Il quotidiano di Paddellaro e Travaglio mette in croce B. per aver firmato un trattato con Muammar Gheddafi. Ma il 16 ottobre Il Fatto pubblica un'intervista ad Aisha Gheddafi dove, invece di criticare le assurdità che diceva la figlia del rais, scrive: “Invece della democrazia parlamentare che concentra il potere nelle mani di pochi rappresentanti eletti, in Libia le decisioni vengono prese dal Congresso del popolo"
Il vescovo di San Marino-Montefeltro dichiara a Tempi: «La moralità dei politici va giudicata dall’impegno nel perseguimento del bene comune che consiste nel benessere del popolo e nella libertà della Chiesa. Sembra che su Berlusconi ancora prima del processo la magistratura abbia scritto la sentenza della colpevolezza». E agli ecclesiastici: «Perché non si indignano davanti alla persecuzione dei cristiani?»
L'eutanasia non sarà evitata, anzi. Il vero pericolo sono le «sentenze creative» della magistratura. Se proprio una legge si voleva fare, ne bastava una fatta in un unico articolo che vieta la sospensione di alimentazione e idratazione ai soggetti incapaci. Come per la legge 40, appena sarà approvata quella sulle Dat, un'onda anomala di «sentenze creative» la distruggerà
Mario Barbi, deputato ulivista del Partito democratico, scrive ai suoi colleghi in merito al caso Ruby e accusa: «La condotta di Berlusconi è disdicevole. Ma i magistrati non debbono occuparsi di moralità e debbono rispettare rigorosamente la distinzione tra reato e peccato. Di tutto questo nel Pd non si parla, perché l'imperativo è solo uno: liquidare Berlusconi con ogni mezzo»
Nicola Imberti (Tempo) legge per Tempi le notizie più importanti della giornata: «Napolitano, con parte di Pd e Udc, appoggia l'immunità parlamentare ma niente riforme troppo punitive per i pm. La Libia è un grave problema per l'Italia anche dal punto di vista dell'immigrazione e dell'economia. Al posto di Ranieri, De Rossi o Montella»
Il 150° anniversario sarà festeggiato il 17 marzo a Roma con una Messa presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco. Si festeggerà «attraverso la preghiera». Il cardinale Giacomo Biffi: «L'elemento più potente di aggregazione delle varie genti della penisola è stato il comune possesso della fede cattolica»