Si può fare un giornale per vendere copie, per ungere qualche affare, per difendere il perimetro del proprio potere o per allargarlo, noi invece facciamo Tempi
Sono la testimonianza di quello che abbiamo cercato di raccontarvi nel primo numero: «Questo giornale non è solo il frutto del lavoro dei giornalisti che lo scrivono, ma l'espressione di una comunità»
Sul primo numero del mensile che vi abbiamo spedito a casa c'è il nostro tradizionale Te Deum. L'hanno scritto per voi Amicone, Arslan, Corradi, Gandolfini, Miriano, Negri, Perrone, Sgarbi e tanti altri