Ad un certo punto dell’anno mi sono trovato in una bufera senza precedenti nella mia storia. Alcuni hanno pensato che ero diventato matto, che avevo perso “il bene dell’intelletto”
Domina in me un sentimento di gratitudine per l’anno trascorso, segnato dall’ordinazione presbiterale, in cui la chiamata graziosa di Cristo ha assunto una forma definitiva
Ti ringrazio per avermi fatto conoscere la colpa, il peccato e la pena. È stata la violenza inferta e subita a farmi sentire nella carne il dolore altrui, quella compassione che può ancora tutto salvare
Il patriarca dei cristiani perseguitati in Iraq ricorda che questo «non è stato un anno solo nero. Abbiamo perso tutto, ma abbiamo salvato la cosa più importante insieme alla vita: la fede»
Grazie a Te non sono interista. Tifo il Grifo che va alla grande, peccato che anche la Samp sia lì. E grazie perché non mi hai tolto il saluto quando ho votato Renzi. Prometto di non farlo mai più
Non vedevamo l’ora di entrare in chiesa, metterci in ginocchio e consegnare per sempre il bene che ci vogliamo. Affidarlo a Chi ce lo ha regalato in circostanze così poco usuali, piene di ansie e gioie
L’amore ‘con la firma’, come nel recente caso milanese, è il trionfo di quanto Pasolini poteva solo fantasticare nel suo Salò, là dove la ‘trasgressione’ era puramente cinematografica
«Al di là delle circostanze favorevoli o sfavorevoli c’è la gratuita permanenza del Dio vicino, che mettendo per primo al centro l’uomo, ci consente di generare un nuovo umanesimo». Il «senso» di un anno (e della storia) secondo l'arcivescovo di Milano
Un polacco, un bergamasco, un argentino e un bavarese cosa hanno in comune? Fede, speranza e carità, scusate se è poco. Ecco perché la Chiesa dei grandi papi è sempre più centro del mondo
Su di loro si è abbattuta la tempesta della crisi, della ristrutturazione industriale e della perdita del lavoro. Si sono rialzati in piedi, hanno ripreso a lottare facendo rivivere una grande eredità