Società

Redazione
10 Ottobre 2011
Benedetto XVI visita la Calabria e durante l’omelia della Messa pronunciata a Lamezia Terme davanti a 30 mila persone dice: «La Calabria è una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità efferata ferisce il tessuto sociale, ma perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione»
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Roberto Regina
10 Ottobre 2011
Il giornalista Marco Ferrante, che conduce il programma Icone, anticipa a Radio Tempi i contenuti di una puntata speciale su Steve Jobs, che sarà trasmessa su Rai 5 il 15 ottobre: «Jobs era forte e consapevole della sua missione come Giovanni Paolo II o Oriana Fallaci. Tra i più grandi imprenditori di Ottocento e Novecento come Rockefeller, Henry Ford»
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Redazione
07 Ottobre 2011
Figlio della studentessa americana 23enne Joanne Schieble e dell'immigrato siriano Abdul Fattah Jandali, invece che essere abortito illegalmente, è stato dato in adozione a una modesta famiglia armeno-americana. Steve Jobs ha valorizzato anche la morte: «Sapere che morirò presto è lo strumento più importante che abbia mai avuto»
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Redazione
07 Ottobre 2011
Steve Jobs è deceduto a 56 anni, lo scorso 25 agosto si era dimesso da amministratore delegato della Apple. Con l'iPad e l'iPhone ha rivoluzionato il mondo della tecnologia e delle comunicazioni. Con l'iPod quello della musica. E sempre lui nel 1977 - dopo aver creato la Apple insieme all'amico Steve Wozniak - lanciò il primo personal computer della storia
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Carlo Candiani
07 Ottobre 2011
L’avvocato Paolo Tosoni, presidente di Libera Associazione Forense, spiega a tempi.it che il cosiddetto "bavaglio" impedirà alla nostra società di trasformarsi in un "Grande Fratello": «Pubblicare sui giornali notizie che non hanno rilevanza penale è un'anomalia, un'assurdità tutta nostra»
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Massimo Giardina
07 Ottobre 2011
L'editorialista del Giornale Claudio Borghi a Radio Tempi: «Se una sentenza viene inficiata, ad esempio con nuove prove inconfutabili o se si scopre la corruzione di un giudice, si deve passare attraverso l'istituto della revocatoria. In sostanza un giudice non può permettersi di rifare un'altra sentenza, com'è avvenuto a Milano nel caso del Lodo Mondadori»
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