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Premessa: direi tutto questo anche se al suo posto ci fosse il portiere del Novara il cui nome non so scrivere. Gigi è stato sincero: «Non ho visto la palla dentro e anche se l’avessi vista non avrei detto nulla». Apriti cielo degli ipocriti, dei possessori della trave nell’occhio che sono sempre lì a cercare le pagliuzze altrui.
Benedetto XVI è socio onorario del Bayern Monaco. Clemente VII, Leone XI e Urbano VIII erano appassionati di "calcio fiorentino". Giovanni XXIII, da buon bergamasco, impartì benedizioni all'Atalanta. Ma il più sportivo era Wojtyla che consigliò Boniek alla Juve e, una volta, urlò di gioia: «Grande Reggina!»
Dopo la svista di Tagliavento in Milan Juve sul gol regolare di Muntari, si è scatenato il pandemonio e tutti a chiedere l'intervento della tecnologia. Ma il calcio non è uno sport americano, con i suoi tempi morti, con il pop-corn e l’hot dog, con la Coca-Cola e i ragazzini da portare in bagno. Il calcio non si può permettere tutto questo. Il calcio vuole rimanere uno sport umano. Cioè pieno di errori.
Pareggio al cianuro tra Milan e Juventus. L'arbitro Tagliavento e i suoi guardialinee al centro della polemica. Dopo l'uno a zero di Nocerino, assistito da un assist casuale di Bonucci e aiutato da una sua stessa deviazione, non si assegna un gol regolarissimo a Muntari. Allo stesso modo viene annullato a Matri un gol per fuorigioco inesistente.