Cattivi sofisti
Fin dai tempi dei sofisti retorica e dialettica servono per confondere le idee e per far trionfare l’idea più a corto di ragioni. Ma quelli lo facevano con raffinatezza. I loro eredi odierni vanno un tanto al chilo. Tre esempi da manuale in un giorno solo.
Primo esempio (Repubblica, 15 marzo). Ovvero come dire insieme cose grossolanamente sbagliate e pesantemente ideologiche. La storia antica non sarà «trattata velocemente in terza elementare», ma occupa tutto il programma di quarta e quinta, con la preistoria in terza: tre anni per fare quel che prima si faceva in uno… E se il programma di scienze prevede lo studio dell’«origine biologica delle specie» ciò non significa «la vittoria della teoria creazionistica», ma il sacrosanto riconoscimento dello Stato che non gli compete imporre per legge una teoria scientifica che è – in ambito strettamente scientifico – oggetto quantomeno di dibattito. Ma gli amanti del dubbio come atteggiamento verso la vita sono terribilmente dogmatici quando si mettono in dubbio le loro dubbie certezze…
Secondo esempio (idem, articolo accanto). Ovvero come giocare malamente con le parole. Benedetto Vertecchi, pedagogista sommo, spiega che la sua «individualizzazione dei percorsi formativi» è buona, perché vuole portare tutti allo stesso alto livello; la «personalizzazione dei percorsi educativi» della Moratti è cattiva, perché vuole far studiare di più i migliori e di meno i peggiori. Intanto però critica la nuova scuola perché punta sulla “formazione” (che è cattiva, perché mira al comportamento) contro l’“educazione” (che è buona, perché si rivolgerebbe all’intelligenza). Mah… Terzo esempio (La Stampa). Ovvero l’elogio della contraddizione. Mentre ci si straccia le vesti perché da noi la Moratti abolisce l’obbligo scolastico, e quindi lo Stato rinuncia (non è vero, ma fa niente) all’uso della forza per costringere i bambini ad andare a scuola, insieme ci si straccia le vesti perché in Inghilterra lo Stato per costringere i bambini ad andare a scuola usa la forza. E se qualcuno usasse l’intelligenza?
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