CATTOLICO INFURIATO

Di Bobo
10 Marzo 2005
Vincent Nagle, Sulle frontiere dell'umano. Un prete fra i malati, ed. Rubbettino, pp. 102, euro 6,20

C’è qualcosa di più nella storia di padre Vincent Nagle. Qualcosa di più della sua infanzia tribolata tra famiglie sfasciate dal sesso e dalla droga, della sua disperata ricerca di significato fra proposte religiose disparate. Qualcosa di più perfino del suo incontro col movimento di Comunione e Liberazione, che lo ha strappato dalla condizione – dice lui – di «cattolico infuriato» («quando incontrai quelle persone non sentii più bisogno della mia rabbia, perché la loro vita era così chiaramente vera che non c’era bisogno di discutere. Non c’era dibattito possibile contro un’evidenza»), e del suo ingresso nella fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo.
Qualcosa che gli permette di inginocchiarsi accanto a Rebecca, malata terminale abbandonata da tutti, e di gridare più alta delle bestemmie di lei la sua preghiera, fino a che Rebecca si spegne offrendo il suo dolore. Che gli permette di assistere alla morte di Adam mentre la moglie urla che per fargliela pagare ucciderà i figli. Di pregare per giorni accanto a persone in coma fino a che, inaspettatamente, qualcuna risponde a un’Ave o a un segno di croce. C’è, in ogni momento e in ogni pagina, la misericordia di Cristo che vince nella storia.

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