Cav, non faccia il Duca di Wellington
Il solito Giuliano Ferrara: «Berlusconi regna sulla coalizione, ma non la governa» e «Follini parla come un capo dell’opposizione». Questa è la realtà. Il resto sono molti “illustri”commentatori che sono lì a rimproverare a Berlusconi di non essere un politico (da Prima Repubblica) e di non conoscere l’arte della mediazione (da Prima Repubblica) che sapeva distribuire sottosegreterie, poltrone e prebende come usava all’epoca del manuale Cencelli. Al contrario i problemi sembrano due:
1. Innanzitutto, che la smettano gli “alleati” di governo con questa storia di richieste e di richiestine. Le risse sulla “verifica”, amplificate da un circuito mediatico che, come sapete, è sotto il tallone del governo, stanno avendo infatti un solo risultato: invece di comunicare alcunché, sono riuscite a far dimenticare agli italiani i risultati ottenuti da questo esecutivo.
Ad esempio: chi ha raccontato ai cittadini gli esiti della Bossi-Fini, cioè il fatto, rilevantissimo, che oggi “In Italia l’immigrazione clandestina è scesa del 40%” come ha titolato perfino l’antiberlusconiano e parigino Le Monde? E della indispensabile riforma delle pensioni cosa ha spiegato il governo agli italiani per smascherare l’ipocrisia dei listaioli unici, che quando sono a Bruxelles (o alla corte di Re Blair) dicono che la riforma italiana è troppo timida, quando sono in Italia fanno il solito gioco delle tre carte, rappresentandosi contemporaneamente rutelliani, d’alemianii e cofferatiani? E della buona riforma della scuola e dei positivi impatti sull’occupazione della legge Biagi cosa ha opposto alla propaganda ideologica della Cgil? Certo che se il riferimento dei “grandi comunicatori” di Palazzo Chigi sono i salotti romani e i ministri hanno il problema di andare in Tv per curare la loro immagine, beh, è un po’ difficile che si rendano conto in che paese vivono…
2. Berlusconi sarà pure un re, ma almeno è un leader riconosciuto dal proprio partito. Avete notizie di altri leader? A parte Bossi sembra che pure Fini arranchi (e non poco), mentre nell’Udc non si è ancora capito chi comanda. Ora, come può regnare un Re se i suoi nobili non sono nemmeno in grado di amministrare le loro contee? E come può immaginare di poter continuare a governare un primus inter pares che, come il Duca di Wellington, al termine di ogni consiglio dei ministri si domanda, stupito: «Ohibò, ma come mai invece di obbedire ai miei ordini, questi si mettono a discuterli?»?
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!