Cavaliere, basta scherzi. Il Milan ha bisogno di lei

Di Fred Perri
01 Novembre 2007

Ho passato parecchie settimane della mia vita negli ospedali della Repubblica. E non solo da visitatore, ma anche da paziente. Ho incontrato molte infermiere, alcune brave altre meno, alcune simpatiche altre meno, alcune umane altre meno, alcune carine altre meno. Nel complesso non mi lamento. Però non ho mai incrociato una gnocca stratosferica come quella che mi sorride con le guanciotte rosse dai cartelloni pubblicitari che si è inventato il ministero della Salute, della Sanità o di come fischia si chiama adesso per reclamizzare non so che cosa. Invece di fare cartelloni pubblicitari, il ministro in questione dovrebbe migliorare la situazione negli ospedali. Insomma, fare il suo mestiere.
A questo proposito anche il Berlusca dovrebbe fare il suo e cioè cacciare la lira e mettere su una squadra vera invece di mostrare il suo tupé elettrico agli inviperiti tifosi del Milan e dire loro che si tratta di un momento di passaggio. Ma dove? Vincere la Champions League come l’ha vinta il Milan nella stagione 2006-07, e cioè oltre ogni immaginabile previsione, è come stare quindici giorni in un ospedale, fare tutti gli esami indicati e uscire con una diagnosi azzeccata, e magari addirittura guariti. Inoltre, nei quindici giorni suddetti, al tuo capezzale, a misurarti la febbriciattola, a correre a ogni tuo sospiro, solerte e deliziosa, c’è stata l’infermiera gnocca della pubblicità.

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