CE’, IL CATONE PADANO, CHE CHIEDE LA LIRA E INTASCA GLI EURO

Di Tempi
01 Settembre 2005

L’assessore lombardo alla Sanità, Alessandro Cè, in questi giorni sta dando lezioni di impeccabile moralità a mezzo stampa, raccontando en plein air come la giunta regionale guidata da Roberto Formigoni abbia come unico fondamento logiche spartitorie e di potere. Chapeau, di fronte a tanto coraggio nella denuncia del malaffare. Peccato che da quando è stato eletto al Consiglio Regionale, carica incompatibile con quella parlamentare, l’ex capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati si sia ben guardato dal dimettersi, continuando a percepire – alla faccia dei lavoratori della Padania – due emolumenti. E che emolumenti, visto che sommando le due cariche il moralizzatore Cè viaggia sui 40 mila euro lordi al mese più i rimborsi. Ok che con ‘l’euro di Prodi’ tutto è più caro, ok che bisogna pur campare anche se si è leghisti, ma forse quella cifra non è propriamente classificabile come sopravvivenza. Oppure no? Attendiamo, oltre al prossimo pippone sulle brutte logiche che regolano il governo Formigoni, anche le dimissioni dell’assessore Cè da deputato.

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