«Censore di Milani io? Ben vengano le carte inedite. Ma mi dicano dove sarebbero»

Di Persico Roberto
28 Giugno 2007

«Ho già avuto modo di dire a suo tempo a Giorgio Pecorini che se sa dove sono queste famose carte mi precipito con lui a recuperarle». Michele Gesualdi, presidente della Fondazione Don Lorenzo Milani, raggiunto per telefono per un commento sulle accuse di cui è fatto bersaglio, non si scompone. Alessandro Mazzarelli lo accusa di essersi inventato una vera e propria carriera politica costruendo e promuovendo l’immagine del don Milani “cattolico progressista”. Un’accusa in un certo senso sostenuta da quella che già dieci anni fa gli mosse Giorgio Pecorini, il quale nel suo Don Milani! Chi era costui? lo ha dipinto come il monopolista della letteratura sul priore di Barbiana. «Credo che Pecorini tenda a lavorare un po’ troppo di fantasia», replica secco Gesualdi. «Quanto a Mazzerelli, mi ricordo bene che venne a Barbiana a parlare di una sua qualche iniziativa. Don Lorenzo, che era di cuore grande e pronto ad appassionarsi sempre quando vedeva qualcuno che mostrava un impegno sociale e civile, ritenne che noi ragazzi si dovesse aiutarlo. Ma si trattava di un aiuto umano, alla persona, non un appoggio a un progetto politico. A me pare che quando don Lorenzo era un personaggio scomodo tutti scappavano, nessuno faceva mostra di conoscerlo, invece oggi che la sua grandezza viene riconosciuta da tutti anche chi ha avuto un solo contatto con lui lo esibisce come qualcosa di cui farsi bello».

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