C’eravamo tanto armati
L’anomalia italiana ha compiuto un anno. Ci voleva un bel girotondo per fare festa al Primo Ministro. Ma la gauche italiana aveva altro per la testa in questi giorni, c’era da stare vicino ai fratelli francesi alle prese con il pasticciaccio Le Pen. Al punto che il Cav., nel frattempo, è divenuto quasi un politico normale. E l’Italia altrettanto, nonostante i parapiglia di Napoli. Scenario schizofrenico, insomma. Con la ragione in bambola. E la politica? In castigo. Messa lì dalla spinta propulsiva dell’emozione. Sapientemente orchestrata dai media planetari entrati in azione all’unisono per bloccare l’impresentabile ex parà. D’accordo, nella circostanza ci può stare. Non vorremmo però diventasse un’abitudine prendere di mira ciò che non ritorna in questo tempo di confusione. Dal girotondo al risiko il passo è breve. Della serie c’eravamo tanto armati.
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