Cercasi un altro paese disperatamente

Di Tempi
09 Novembre 2006

Un topo di appartamento che nottetempo si arrampica su per le condutture di un condominio. Un trafficante internazionale di droga che si riempie lo stomaco di ovuli di cocaina. Uno svaligiatore di banche, un killer della ‘ndrangheta, un estorsore della camorra, un mafioso. A suo modo anche un delinquente è una persona seria. Svolge una “professione”, rischia, vede la galera. Non sono persone serie invece quelli che si radunano in branco per pestarne uno (per esempio il padre di un soldato italiano caduto a Nassiriya). Non sono persone serie quelli che stanno al governo e marciano contro il governo (per esempio i sottosegretari che hanno sfilato contro se stessi). Non sono persone serie quelli che sguazzano in un sud allo sbando, dove da dieci anni non si fa altro che professare regole, spettacoli e manifestazioni per rimpinguare le casse dei professionisti della legalità, e poi non sono nemmeno capaci di ripulire le loro regioni e città dai milioni di tonnellate di rifiuti in cui sguazzano in attesa di un messia (per esempio la Campania e le amministrazioni rosse della coppia Bassolino-Iervolino). Non sono persone serie i professori (per esempio l’esimio TPS) che sostengono che il problema «non sono i tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici», ma siamo noi cittadini – e soprattutto del nord – che siamo presi da «intossicazione» e «conati di secessione», noi che siamo egoisti e siamo evasori. Non sono persone serie gli sfaccendati che non hanno altro mestiere che quello di marciare sotto le bandiere rosse, gialle e a pallini arcobaleno, pretendere il posto fisso, la pensione baby, la sicurezza che domani non gli cadrà una tegola sulle testoline vuote. Non sono persone serie quelle che già spendono il 95 per cento delle risorse scolastiche in stipendi per dipendenti statali e che di dipendenti statali nella scuola adesso ne assumeranno per legge Finanziaria altri centocinquantamila (tanto per confermare che come vedi adesso Napoli, presto vedrai anche il resto dell’Italia).

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