Cervelli e testate
Il fattore R è la conversazione fra due grandi del giornalismo italiano: un reportage sulla seconda metà del Novecento. Ed è un libro scritto bene, da due amici che si conoscono nel profondo. L’“interrogatore” è Pierluigi Battista, noto giornalista e uomo di televisione. Il fattore R è Alberto Ronchey, una istituzione delle testate italiane, (Il Mondo, Corriere della sera, Stampa, Repubblica, ecc.) sempre al centro di rapporti importanti. Nel dialogo affiorano le loro radici, i gusti culturali, l’impegno civile.
Ronchey ha viaggiato molto, fra l’altro in Russia, in Africa, in America, anche per sfuggire alle strettoie della politica italiana. è un uomo lucido e concreto. Rifiuta la lottizzazione alla Rai. Fa in parte l’inviato e in parte lo studioso, oppure si rifugia a Fregene fra la pesca e i molti amici, scrittori importanti. Cambia spesso il giornale dove lavorare, sempre alla ricerca di veri “interlocutori”. Diventa professore di sociologia economica a Venezia a Ca’ Foscari. Considera negativa la situazione politica sia estera che italiana. Nel 1992 Amato lo nomina ministro dei Beni culturali e ambientali, ruolo in cui raggiunge livelli europei.
Ronchey cerca di sfuggire alle vere domande dell’esistenza occupandosi di storia e di politica.
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