Cetriolini e cristianità
L’ira degli imbecilli riempie il mondo. In questa loro ira, l’idea di redenzione li travaglia, perché essa costituisce il fondo di ogni speranza umana. È lo stesso istinto che ha gettato l’Europa sull’Asia al tempo delle Crociate. Ma in quell’epoca l’Europa era cristiana, gli imbecilli appartenevano alla cristianità. Ora un cristiano può essere questo o quello: un bruto, un idiota o un pazzo; non può essere interamente un imbecille. Parlo dei cristiani nati cristiani, dei cristiani di condizione, dei cristiani di cristianità. In poche parole, dei cristiani nati in piena terra cristiana e che crescono liberi, consumano l’una dopo l’altra, sotto il sole o la pioggia, tutte le stagioni della loro vita. Dio mi guardi dal paragonarli a quei cetriolini senza sugo che i parroci fanno mettere nei vasetti al sicuro dalle correnti d’aria! Per un cristiano di cristianità, il Vangelo non è solamente un’antologia di cui si legge un pezzo ogni domenica nel proprio libro da messa. (…) Il Vangelo informa di sé le leggi, i costumi, le pene e financo i piaceri, e infatti sia l’umile speranza dell’uomo sia il frutto delle sue viscere, vi sono benedetti. Potrà questa speranza ritornare a visitare il suo popolo? Georges Bernanos, “I grandi cimiteri sotto la luna”,
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