Che fa, provoca?

Di Tempi
25 Settembre 2003
Caro Direttore, negli interessanti articoli di Giovanni Romano e Luca Doninelli ci sono delle grosse lacune

Caro Direttore,
negli interessanti articoli di Giovanni Romano e Luca Doninelli ci sono delle grosse lacune. Riguardano gli stipendi e gli orari di lavoro. Insegno da 29 anni (Lazio, Lombardia, Emilia Romagna) e so per certo che quasi ovunque l’insegnante lavora poco: le 18 ore settimanali si riducono spesso a 15 perchè sono di 50 minuti; le riunioni prendono al massimo 2 ore di media a settimana; abbiamo due mesi e mezzo di ferie all’anno. La riprova di questo è che la maggior parte ha il doppio lavoro. Il vero trabocchetto è questo: il lavoro del prof. è pensato per non essere un vero lavoro, ma “mezzo” lavoro, e quindi un impegno parziale, non “il” proprio impegno. Per cambiare prospettiva, riporto la proposta provocatoria che ho sentito da Franco Nembrini: raddoppiamo lo stipendio ma raddoppiamo anche l’orario e dimezziamo il personale. A parte le provocazioni, cambiare la mentalità di oltre 1 milione di addetti alla scuola italiana è veramente impresa titanica, perchè sono anche 1 milione di voti. La disposizione della Moratti che chiede che almeno si facciano davvero ler 18 ore (c’era chi ne faceva anche solo 14, con altre 4 a disposizione!) va nella direzione giusta, ma ha suscitato grosse irritazioni.
Alberto Fornari

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