Che gusto c’è se chi vince gioca da solo?

L’altro giorno mia moglie mi ha spiazzato (tipo Grosso con Barthez ai Mondiali: bei momenti) sussurrandomi: «Guarda che tu, sotto quella scorza da cinico bastardo, sei romantico». Siccome la stessa cosa la sostiene la mia fidanzata, evidentemente c’è del vero e allora ho pensato di sviluppare, ogni tanto, diciamo una volta all’anno, questo mio lato, questa mia attitudine.
Oggi, perciò, penserò a qualcosa di romantico. Ad esempio al fatto che a Genova, uno dei candidati alla poltrona di sindaco per il centrosinistra è l’ex presidente degli industriali sostenuto dal petroliere Riccardo Garrone. Perbacco, cosa c’è di più romantico dei ricchi di sinistra, novelli Robin Hood pronti a schierarsi con le masse? Mi commuovo. Oppure penso che l’Inter, finalmente, dopo anni di sofferenze, privazioni e ingiustizie sta conquistando il primo (sul campo) scudetto morattiano. Mi si riempiono gli occhi di lacrime mentre penso che, dopo tutto, la giustizia trionfa, i puri emergono e i cattivi finiscono alla gogna.
Come? Mi preferivate cinico e bastardo? Anch’io, ma cosa vi devo dire, è un periodo un po’ così, di spleen ottocentesco. Qui anche quelli come me sono in crisi d’argomenti. Sperate di divertirvi in un paese governato da Romano Prodi e in cui lo scudetto lo vince una squadra che gioca da sola?

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