Che noia senza le sue gaffe

Il mio amico compagno libraio mi ha detto che nell’ultimo quinquennio sono usciti 18 libri all’anno sul Berlusca. Minchia, signor editore. Quando schieneranno il premier un sacco di gente finirà sul lastrico. Magari, nelle pieghe della redistribuzione delle cadreghe, qualcuno acchiapperà qualcosa, ma non è solo questione di soldi. Alla fine, prevarrà la nostalgia: quando c’era lui…
Rimpiangeranno il suo regime, dove tutti facevano comunque quello che volevano, ma potevano recitare di nuovo la parte dei rivoluzionari stile anni Settanta. Sai che noia il 25 aprile in tempi di centrosinistra, sai che barba i soliti comici a prendere ancora in giro lo sconfitto. La verità è che il Berlusca, con le sue barzellette, le sue gaffe, le sue intemperanze, i suoi capelli tinti, ha riempito questo paese facendo felici quelli che tifano per lui e soprattutto quelli che tifano contro di lui. La sua dipartita politica sarebbe un po’ come quella della Juve nel calcio. Certo, lì per lì ci sarebbero sette giorni di feste di piazza, ma poi? Poi non ci sarebbero più la moviola, la sudditanza psicologica, gli arbitri venduti, Biscardi e la sua compagnia, Guariniello. Volete veramente un mondo così?

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